Fratelli
d'Italia
Fratelli
d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è
cinta la testa.
Dov'è
la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di
Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam
pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia
chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla
morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò,
sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché
non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci
un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già
l'ora suonò.
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e
l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo
far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi
vincer ci può?
Scritto
nel 1847 da Goffredo Mameli musicato da Michele Novaro.
Divenne
Inno della Republica Italiana nel 1946 in sostituzione
della
Marcia Reale.
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